La maladepurazione è un'emergenza ambientale al pari di tante altre. È questo l'allarme lanciato dagli ambientalisti di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente che da anni monitora lo stato di salute del mare e delle nostre coste, il cui inquinamento è dovuto molte volte a sistemi di depurazione inefficienti.
I dati dell'ultimo Rapporto sulle acque pugliesi rileva che nella provincia di Taranto, su cinque siti analizzati, due punti risultano essere inquinati, uno, ossia la foce del fiume Ostone a Marina di Lizzano, in maniera anche molto grave. L'altro punto critico, che secondo la tabella è 'inquinatoì, è la foce del fiume Chidro a San Pietro in Bevagna.
Gli aspetti più preoccupanti sono fondamentalmente due: la foce del fiume Ostone non è la prima volta che compare nelle tabelle di Goletta Verde per i suoi livelli di inquinamento, indice del fatto che poco o niente è stato fatto per riportare all'interno dei limiti della legge il sito aperto al pubblico, in quanto zona di balneazione. Secondo aspetto da sottolineare, che altresì viene evidenziato all'interno del Rapporto, è quello riguardante la scarsa informazione alla cittadinanza in merito all'eventuale rischio sanitario incombente in alcune zone inquinate, quindi non balneabili. La cartellonistica è imposta per legge ai Comuni, ma sebbene esistano delle norme che dovrebbero tutelare la salute dei cittadini, alcuni Amministrazioni comunali continuano a peccare di negligenza. E questo è un uso comune in Puglia, perchè proprio il Rapporto di Goletta Verde indica che la cartellonistica informativa è quasi del tutto assente a livello regionale.
Ricordo inoltre che l'Italia ha già pagato maxi multe alla Corte di Giustizia europea che, proprio a causa della maladepurazione e quindi dello scarso adeguamento del nostro Paese a quella che è la normativa a livello sovranazionale, ha inflitto severamente la sanzione, le cui risorse potevano essere tranquillamente utilizzate per altre opere di pubblica utilità, magari sistemi di depurazione all'avanguardia.
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