La prevedibile sentenza del Consiglio di Stato sulla legittimità dell’ordinanza del sindaco di Taranto non cambia nulla nella lotta contro il siderurgico che continua ad avvelenare il territorio come dimostrato dalla VDS. La Valutazione del Danno Sanitario, realizzata su richiesta del Ministro Sergio Costa in sede di riesame di AIA, ha accertato che anche la produzione di 6 milioni di tonnellate d’acciaio l’anno (limite produttivo da mantenere fino alla realizzazione dell’AIA nel 2023, dopo tornerà ad essere di 8 milioni di t/a) presenta un rischio inaccettabile per la salute dei tarantini.
Questo è l’elemento oggettivo che in un Paese normale porterebbe la politica a chiudere la parte inquinante (area a caldo) dello stabilimento, come è stato fatto a Genova e a Trieste attraverso un accordo di programma.
A vantaggio di cittadini e imprese
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Intervista a Radio Radicale su PiTESAI e trivelle
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Il mio pezzo su «Il Corriere del Mezzogiorno» Puglia
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E’ vergognoso che il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) non sappia che i commissari Ilva in AS (che dipendono dallo stesso MISE) stanno portando avanti le bonifiche nelle aree escluse
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Sono onorato di essere il relatore di questa importante proposta che arriva al termine di un impegnativo ascolto dei territori vessati da sgradevoli odori
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In questi giorni stiamo subendo le conseguenze di argomentazioni davvero surreali sull’ex Ilva, parole a dir poco mortificanti per i cittadini e per i lavoratori di Taranto
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Le chiacchiere che stanno alimentando il dibattito sull' Ilva da parte del premier #Draghi sono davvero l’ennesimo ritorno dell'uguale. Si continua a parlare di rilancio di produzione ma non si risolvono i problemi sanitari e ambientali, ritornano puntualmente le...
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Per questo si importa organico. La situazione si aggraverà con il nuovo impianto a Pulsano, il Presidente Emiliano favorisce solo condizioni peggiori
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