Con una interrogazione parlamentare, recependo i legittimi e giustificati timori dei comuni della Provincia di Taranto, ho chiesto al ministero della Transizione ecologica quali azioni possano essere intraprese per garantire la tutela dell’ambiente e della salute pubblica alla luce del pericoloso stato di inquinamento in cui versano i siti Mennole e Palombara della discarica Vergine in provincia di Taranto.
A suffragio, nell’atto faccio esplicito riferimento alla possibilità di una verifica del sito da parte del comando dei Carabinieri per la tutela dell'ambiente, insieme alla richiesta al Ministero di chiarimenti fondamentali su due aspetti nevralgici: i tempi necessari per la messa in sicurezza delle discariche e sulle autorizzazioni necessarie allo svolgimento delle operazioni di trasferimento di rifiuti presenti nella vasca B. Questi interventi infatti, sono stati proposti dall’attuale società proprietaria Lutum ma ad oggi la messa in sicurezza non è stata realizzata e lo spostamento dei rifiuti non è stato autorizzato dagli enti preposti.
L’attuale stato della discarica in località Palombara è dovuto anche alla non applicazione delle prescrizioni provinciali e delle indicazioni tecniche espresse da Arpa. Tutto questo succede mentre da una parte il sito a Mennole viene dimenticato, dall’altra quello a Palombara continua a versare in uno stato di rilevante criticità, senza alcuna adempimento in materia di gestione dei gas, controllo dei pozzi spia, stato delle vasche, nonostante l’importanza rivestita da queste specifiche attività per evitare ulteriori aggravi ambientali del luogo e la diffusione di fonti inquinanti per l’ambiente e la cittadinanza limitrofa.
Infatti, il territorio che circonda la discarica Vergine non solo continua a essere invaso da periodiche molestie olfattive, alquanto degradanti per la popolazione residente, ma è già stato accertato che l’inquinamento ambientale abbia già coinvolto la faglia sottostante alla vasca dei rifiuti, vi è quindi un forte rischio di rottura delle membrane che separano la discarica dal terreno sottostante. La società civile insieme alle istituzioni locali continuano a chiedere aggiornamenti e tempi certi per la prosecuzione dei lavori di messa in sicurezza e bonifica, ora è tempo di fare chiarezza e di scongiurare una nuova apertura alle attività di discarica.
Ringrazio i primi cittadini, in particolare la sindaca Antonietta D’Oria, per non aver mai abbassato la guardia.
Il mio intervento di illustrazione sull’articolo 5 del DL AIUTI (dl 50/2022) quante sono le deroghe, pensando al futuro e a Piombino (e a ogni altra parte d’Italia dove vorrebbero mettere questi stabilimenti soggetti a rischio di incidente rilevante).
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