L’inceneritore sarebbe un grave errore, non risolverebbe il problema della gestione dei rifiuti a #Roma in quanto è in contrasto con la gerarchia della corretta gestione dei rifiuti stabilita dalle direttive europee. Prima di arrivare alla fase di smaltimento, l’inceneritore e discarica, ci sono una serie di attività prioritarie che non vengono realizzate.
Precisiamo che nella bozza del cosiddetto decreto Energia non è previsto l’inceneritore ma l’istituzione di un commissario che potrà agire in deroga alle norme esistenti (in quanto Roma Capitale) per poter redigere un piano di rifiuti e poi attuarlo. Direi che è un provvedimento tardivo visto che questo il piano che dovrà redigere il Commissario evidentemente entrerà in contrasto con l’attuale Piano Regionale dei rifiuti della Regione #Lazio. Uno dei punti controversi della norma presente in bozza è che è prevista l’immunità penale per il commissario un pò come successe per l’Ilva di Taranto. Il punto cruciale però è se il Commissario intenderà adeguarsi alle direttive quadro dell’UE e alle più moderne tecnologie di economia circolare oppure inseguire le nefandezze della politica inceneritorista di cui Gualtieri del PD ne è espressione. Parlo di politica perché impostare il sistema della gestione rifiuti con l’obiettivo di conferire rifiuti in un inceneritore è una scelta politica assolutamente sbagliata.
Ricordo che la prima attività prevista dalla direttiva UE è la riduzione a monte della produzione di rifiuti, azione che non viene per niente perseguita tanto al Governo nazionale che a livello comunale a Roma, l’esempio evidente è l’errato recepimento italiano della direttiva sulla plastica monouso oggetto di vertenza con la Commissione Europea. Il secondo step è il riutilizzo, anche su questo aspetto il nostro paese è deficitario, il terzo gradino in ordine d’importanza è il riciclo (aspetto in cui il nostro paese è più efficiente) e per ultima fase, che l’Europa definisce addirittura “residuale”, ci sono gli inceneritori e le discariche, invece nei dibattiti tra politici sentiamo sempre parlare di questa residuale pratica come se fosse la panacea di tutti i mali.
Alla luce di questo a Roma, e nel Lazio, prima di parlare di inceneritore bisognerebbe risolvere alcune problematiche come ad esempio la gestione del rifiuto organico, il quale nonostante la presenza di impianti con capacità autorizzativa sufficiente per il loro trattamento, la metà viene inviata fuori regione con consequenziale aumento dei costi per il servizio dei trasporti. Un altro problema di impiantistica è presente per i trattamenti meccanici biologici che in questo momento sono finalizzati alla produzione di CSS che va all’incenerimento invece che finalizzato al recupero materiale per la bioedilizia, mentre per la parte umida derivante dal trattamento è necessario lo smaltimento in discarica, per cui affermare che l’inceneritore chiude il ciclo dei rifiuti e sostituisce la discarica è assolutamente falso.
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