Compostare l'organico è una pratica virtuosa ma se non si organizza con criterio può creare moltissimi problemi. È il caso della provincia di Taranto, non solo stretta tra discariche e inceneritori ma anche da maxi impianti di organico, con quantitativi autorizzati che vanno ben oltre il fabbisogno provinciale. Con questa sovracapacità, come con le discariche, diventa inevitabile importare materiale da altre province pugliesi ed extra regionali. È un triste destino quello delineato dalla Regione Puglia e dall'ente Provincia che peggiorerà, visto che la Regione vuole, con la complicità dell’Amministrazione comunale, un nuovo maxi impianto da biogas da 60.000 tonnellate annue a Pulsano, aumentando ancora di più la possibilità di attirare organico da ogni parte d'Italia. Non ci sono scuse: si ignorano completamente le costanti proteste esistenti anche nella nostra provincia contro i miasmi derivanti dagli enormi siti di compostaggio. Il malcontento manifestato dai cittadini e dall’Amministrazione di Poggiardo è lo stesso di quello più volte palesato dai residenti di Ginosa, Laterza e Manduria ma la Regione ignora il grido di aiuto dei cittadini della provincia di Taranto, anzi lo vuole soffocare. Questo aspetto non può essere tenuto sottaciuto!.
Questo il mio commento alla notizia del trasferimento, dal sito di biostabilizzazione di Poggiardo (LE) agli impianti di compostaggio di Ginosa, Laterza e Manduria, dell'organico prodotto in 46 comuni concentrati nel Leccese.
Attualmente sono quattro gli impianti di compostaggio presenti nella provincia di Taranto: Eden 94 a Manduria che già annualmente è autorizzata a trattare ben 60 mila tonnellate di rifiuti, la Progeva di Laterza con le sue 45 mila tonnellate l’anno, l’Aseco di Ginosa con 80 mila tonnellate annue e Amiu di Taranto a Statte con 15.500 tonnellate annue. Un totale di circa 200 mila tonnellate a fronte di un quantitativo di circa 34 mila tonnellate di organico prodotte dalla provincia nel 2016. Il resto è arrivato da fuori provincia attraverso viaggi lunghissimi su strada da parte dei mezzi. Alle circa 200 mila tonnellate annue autorizzate, si aggiungeranno le 60 mila t/a autorizzate per Pulsano ma con un'aggravante: l'obiettivo principale del maxi impianto di Pulsano sarà quello della produzione di biogas per incassare gli incentivi, a scapito della qualità del compost. Lancio un appello al neo Presidente della Provincia, Giovanni Gugliotti: si faccia carico della proposta di diminuire i quantitativi autorizzati dagli impianti di Laterza, Ginosa e Manduria e si opponga quindi alla realizzazione del maxi impianto di Pulsano.
Occorre che il Piano regionale dei rifiuti sia incentrato su impianti molto più piccoli (max 30 mila t/a) e diffusi su tutto il territorio regionale con tre immediati benefici: evitare i lunghissimi viaggi di camion carichi di organico dai comuni pugliesi alla provincia di Taranto, diminuzione dei costi di conferimento (visto che si risparmierebbe nel costo del viaggio che sarebbe più breve), diminuzione dell’impatto odorino (dato che un piccolo impianto emana molto meno odore rispetto a un maxi impianto industriale).
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