Oggi al consueto Question Time del mercoledì alla Camera il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha risposto (il testo della risposta è qui, disponibile da pagina 37 a pagina 38) a questa domanda, che racchiude sinteticamente i punti contenuti nell’interrogazione n. 3-00026 presentata dal gruppo Ambiente del M5S. Inutile dire che il Ministro si è mostrato proattivo sul tema, confermando la sua assoluta volontà a sviluppare e costruire nuovi interventi a favore della Terra dei Fuochi e delle Terre dei Fuochi, affinché i rifiuti non debbano mai più essere sotterrati o incendiati.
Qual è lo stato dei fatti?
L’Italia è in notevole ritardo in materia ambientale.
Come se non bastasse l’esistenza di una disciplina sanzionatoria più rigorosa ha spinto le organizzazioni criminali a fornire a imprenditori senza scrupoli una facile scorciatoia per smaltire i rifiuti prodotti dalle loro attività, spesso trasferendoli in zone maggiormente interessate ad attivitá industriali, quindi più facilmente controllabili.
Nella Terra dei Fuochi come in altri numerosi siti ad alta compromissione ambientale, assistiamo a gravi conseguenze in ambito sanitario, economico e legale. Stiamo parlando di aree caratterizzate da un’alta densità di discariche abusive, percolazioni, roghi tossici e di contaminazioni delle falde acquifere. La persistenza di questi elementi continua a mettere in repentaglio la salute dei cittadini, la qualità delle matrici ambientali nonché la fiducia delle comunità nei confronti dello Stato.
Davanti a queste evidenze il ministro dell’Ambiente ha risposto in Aula: “Stiamo valutando la possibilità di intervenire attraverso atti normativi d’urgenza. Procederò da subito con l'emanazione di due regolamenti che dovevano essere validi già 12 anni fa, il primo per le bonifiche dei suoli agricoli a rischio e il secondo sulle acque irrigue, quest'ultimo giá avviato, per dare risposte chiare a tutte quelle zone rurali che sono state aggredite da chi utilizza i rifiuti in maniera illecita”.
A margine del question time i colleghi Stefano Vignaroli e Giuseppe D’Ippolito hanno espresso anche da parte degli altri componenti del gruppo ambiente, cofirmatari dell’atto, l’appoggio al lavoro di Costa: “Prima che le parole pronunciate in Aula dal ministro Costa, ci rassicura la sua storia personale e professionale. La Terra dei FUOCHI, o meglio tutte le 'Terre dei FUOCHI' disseminate sul territorio nazionale sono da sempre una priorità del Movimento 5 Stelle e oggi abbiamo avuto conferma che la loro messa in sicurezza e bonifica è tra i primi punti all'ordine del giorno del nostro governo. Sono ancora troppe le discariche abusive senza responsabili, le industrie che inquinano e spariscono nel nulla. E sono troppi anche i roghi negli impianti di recupero e riciclo, oltre 250 in poco più di due anni. C'è bisogno di controlli e repressione, di snellire le procedure per le bonifiche ma anche e soprattutto di prevenzione: da oggi l'obiettivo di produrre meno rifiuti e di ripulire la filiera dagli interessi degli eco-criminali è più vicino. Siamo soddisfatti per l'impegno assunto dal ministro Costa ad adottare provvedimenti d'urgenza e a intervenire in tempi brevi nella bonifica. In molti, troppi territori le matrici ambientali sono state compromesse da organizzazioni criminali che forniscono a imprenditori senza scrupoli comode scorciatoie per disfarsi dei rifiuti. La Terra dei FUOCHI non è soltanto una purtroppo: da Nord a Sud, il nostro territorio è disseminato di discariche abusive, percolazioni, roghi, fumi tossici, biomasse inquinanti, contaminazioni delle falde acquifere. Agiremo presto e bene per garantire il diritto alla salute dei cittadini e la qualità dell'ambiente e per restituire fiducia alle comunità danneggiate dalle ecomafie”.
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