Da anni sostengo che settori come il turismo, l'agricoltura, la mitilicoltura, l'innovazione a Taranto soffrono e non riescono ad andare avanti o addirittura a partire. Gli operatori di questi settori sono svantaggiati e per far andare avanti queste attività sono costretti a fare il doppio degli sforzi per ottenere metà del risultato rispetto ad altre realtà italiane ed europee, nonostante le straordinarie bellezze paesaggistiche e archeologiche che sono nel nostro territorio. Chi nega questa evidenza, mente a se stesso prima che agli altri.
Tutto questo non è un caso ma è dovuto a una volontà politica ben chiara. Lo stesso Comune di Taranto, amministrato da Melucci del Pd, ha predisposto nell'ultimo bilancio di previsione una cifra irrisoria in tutta l'area comunale di Taranto per un settore così importante come quello del Turismo, più o meno lo stesso misero importo che ha previsto per un piccolo campo sportivo a Talsano! Ma la cosa più irritante è che la spesa irrisoria per il turismo prevista dal comune di Taranto è in gran parte finanziata dalla Regione Puglia! Così Melucci e il PD vogliono fare turismo? Ma lo sappiamo le priorità per il Pd sono altre.
Più in generale la politica degli ultimi 30 anni a tutti i livelli ha favorito l'industria pesante e obsoleta, si guardino le autorizzazioni rilasciate con una disinvoltura incredibile da centrodestra e centrosinistra ad Ilva, Eni, Cementir, discariche, inceneritori. Queste industrie sono "anti-brand" per Taranto, ossia sono "marchi di fabbrica" che allontanano i turisti e qualunque altro tipo di attività che potrebbe diventare un’alternativa economica. Fino a quando la politica continuerà a tenere in vita questi modelli industriali così distruttivi nulla potrà crescere in questa amata e amara terra.
Questo è un motivo in più per chiudere tutte le fonti inquinanti, bonificare e riconvertire economicamente Taranto.
Il Ministro del Turismo se ne accorgerà non appena verrà a Taranto e avrà modo di parlare con tutti gli operatori del settore turistico che avranno modo di far vedere quanto è splendida la nostra città e i nostri mari di cui ci si innamora perdutamente non appena lo sguardo si allontana da quella immagine di malattia e morte che è rappresentata dall'antibrand del polo industriale inquinante.
Un'altra Taranto è possibile, una Taranto libera dai ricatti e dai veleni non solo è una soluzione indifferibile ma soprattutto è urgente, e questo Governo del cambiamento lo realizzerà.
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