Fondali aperti a tutti. Vi racconto il diving per non vedenti

Per i ragazzi non vedenti dell’associazione Albatros - Progetto Paolo Pinto l’immersione subacquea è una questione di libertà. Riescono a vedere ciò che gli altri subacquei non percepiscono, attraverso il tatto, le indicazioni del loro istruttore e le guide in braille che leggono anche a molti metri di profondità. 

Poggiando il palmo della loro mano su quello dell’istruttore si lasciano guidare alla scoperta dei fondali marini, gestiscono perfettamente l’uso di un linguaggio gestuale per comunicare sott’acqua. 
Fanno tutto con le mani: chiedono e rispondono sulla tempistica dell’immersione, sulle indicazioni di percorso, sulla percentuale di pressione e profondità. 

Sono stato con loro sott’acqua e osservarli insieme all’istruttore - uno per ragazzo, svolto tutto in massima sicurezza - è stato davvero emozionante: si crea una simbiosi, una complicità, un contatto fortissimo. 

Al di là della curiosità, della passione e dell’educazione marina dimostrata da questo gruppo di ragazzi, ringrazio colei che ha permesso tutto questo, una vera antesignana del settore, Angela Costantino Pinto. Senza la sua tenacia tutto questo non sarebbe stato possibile, da 15 anni l’associazione Albatros raccoglie intorno alle sue attività tantissime persone non vedenti per introdurle nel fantastico mondo della subacquea. 

Grazie alla preparazione degli istruttori di diving - alle isole Tremiti se ne occupa la MarlinTremiti - sparsi in tutta Italia anche il mondo sottomarino diventa senza barriere. È necessario però che questi progetti d’avanguardia vengano riconosciuti e supportati a livello istituzionale. 

Devo ringraziare ancora una volta l’organizzazione del trentennale AMP Tremiti, gestita dall’Ente Parco Nazionale del Gargano e coadiuvata tra gli altri dalla MarlinTremiti, per avermi fatto conoscere e approfondire un modo diverso di vivere il mare. Promuoviamo questi progetti ed esportiamoli in tutto il Paese!

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Pubblicato il: 15/07/2019 - 16:58:5


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