La Regione Puglia, nella fattispecie il Dipartimento guidato dall’ingegner Barbara Valenzano, a distanza di due settimane rende ancora inevasa la mia richiesta di accesso agli atti riguardanti la riunione intercorsa lo scorso 23 agosto, alla quale avrebbe partecipato anche la società Lutum, rappresentata in quella sede da Antonio Albanese. Da quello che mi risulta la responsabile del dipartimento Mobilità e Qualità urbana della Regione avrebbe convocato un incontro per definire e condividere un cronoprogramma di interventi da mettere in atto a favore della discarica Vergine di Lizzano, ad oggi sotto sequestro da parte della Magistratura.
A questa riunione avrebbe partecipato la Lutum in qualità di proprietaria del compendio immobiliare su cui insiste l’impianto di smaltimento rifiuti. Alla luce di questi fatti vorrei capire perché il Dipartimento regionale, competente sulla Vergine, non risponde nemmeno alle mie chiamate.
Se è vero ciò che ha ribadito il responsabile dell’Ager, Gianfranco Grandaliano, in merito alla gestione pubblica della discarica Vergine, perché dalla Regione continuano a disattendere una esigenza di trasparenza che ho formalmente fatto presente in base a un disposto legislativo che obbliga le Pubbliche amministrazioni a pubblicare, ove richiesto, documenti, dati e informazioni rimasti taciuti?
È quanto mai doveroso fornire il giusto riscontro sul destino della discarica Vergine, la cui storia è disseminata di numerosi disagi non solo per i Lizzanesi ma anche per i residenti dei comuni limitrofi, quali Monteparano, Fragagnano, Roccaforzata e Carosino. I cittadini meritano chiarezza, per questo chiedo pubblicamente alla Regione di rispondere alla mia richiesta per sollevare qualsiasi dubbio sulla futura gestione della discarica.
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