Con i colleghi del MoVimento 5 Stelle nelle commissioni Ambiente e Attivitá produttive della Camera stiamo lavorando a un emendamento che, rispetto alla norma del 2010, possa prevedere più tempo e un maggior coinvolgimento dei cittadini nella fase di consultazione pubblica legata alla decisione finale del luogo che ospiterà l’unico deposito nazionale di rifiuti radioattivi.
Una procedura molto diversa rispetto all’arroganza del governo di centrodestra guidato da Silvio Berlusconi, che nel 2003 ha cercato di imporre la scelta di costruire a Scanzano Jonico (in Basilicata) un deposito nucleare, senza rivelare i criteri della localizzazione e senza alcuna partecipazione pubblica e degli Enti locali. Attenzione! Come ho già avuto modo di dirvi, attualmente nella CNAPI, l’area di Scanzano Jonico non è prevista tra quelle potenzialmente idonee.
Il deposito nazionale sarà utile per stoccare i rifiuti radioattivi italiani provenienti dal settore sanitario e industriale, e anche per risolvere definitivamente la situazione precaria dei materiali radioattivi presenti nei 19 siti temporanei di stoccaggio sparsi per l'Italia.
Oggi in commissione Ecomafie abbiamo audito il Presidente di SOGIN, Perri, e l'AD Fontani. Ci sono importanti aggiornamenti sul deposito unico nazionale di rifiuti radioattivi
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Oggi tutti celebrano Falcone e Borsellino come eroi, ma ancora oggi i magistrati antimafia vengono troppo spesso lasciati soli a combattere contro la criminalità organizzata e a volte, ancora oggi, ricevono attacchi da parte di politicanti e scribacchini.
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Dopo circa dieci giorni dal giuramento al Quirinale di Giuseppe Conte e i suoi ministri, la squadra del nuovo Esecutivo del cambiamento è al completo con la nomina dei sottosegretari
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Ho voluto dimostrare di persona il mio sostegno al lavoratore Ilva licenziato da Mittal partecipando al presidio organizzato da USB a Roma
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A vantaggio di cittadini e imprese
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Noi di Alternativa siamo stati i primi a denunciare che questo Governo stava favorendo le fonti fossili, ritardando la transizione ecologica
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Il “DDL concorrenza” del Governo Draghi all’art. 6 promuove la privatizzazione dei servizi pubblici locali (acqua, rifiuti, trasporti) e lo fa in maniera subdola, costringendo di fatto gli enti locali a svendere i propri servizi pubblici.
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