La Commissione europea nelle parte dedicata all'Italia delle raccomandazioni agli Stati membri ha evidenziato come il nostro Paese dovrebbe prorogare nel tempo i piani di finanziamento per la ristrutturazione energetica degli edifici, realizzare piani mirati a ristrutturazioni energetiche più profonde, al miglioramento degli edifici con le prestazioni peggiori e all'aiuto alle famiglie a basso reddito, e inoltre potenziare le infrastrutture di ricarica per raggiungere il numero previsto di punti di ricarica e la produzione di energia per le auto elettriche. Si tratta di misure che noi di Alternativa stiamo proponendo da mesi, assieme alla cessione illimitata dei crediti per le imprese che operano nel settore edilizio per la riqualificazione energetica, peccato che puntualmente dal Governo e dalla maggioranza sinora siano arrivate solo bocciature.
A parole e sui social il Governo e tutte le altre forze politiche sono a favore della transizione ecologica ed energetica ma poi nei fatti votano provvedimenti per aumentare la dipendenza del Paese da fonti fossili e bocciano i nostri emendamenti. Forse adesso che l’input giunge da Bruxelles possiamo sperare in una parziale riduzione della miopia con cui l’esecutivo e le forze politiche che lo sostengono, hanno agito nell’ultimo anno e mezzo!
Nel decreto “Aiuti” (DL 50/2022) c’è l’articolo 5 che rappresenta l’apoteosi delle vergogne di come questo Governo, calpesta l’ambiente, la salute e i beni culturali e paesaggistici (in barba alla Costituzione) garantendo con soldi pu...
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Conferenza stampa con gli imprenditori di Class Action Italia, piccole imprese dell’edilizia che stanno denunciando in ogni sede i danni che Draghi sta provocando nello smontare il bonus 110%, una misura di #RiqualificazioneEnergetica al quale sono legate più di 3...
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“Il Governo Draghi smantella il superecobonus 110%, rendendolo inefficace di concerto con il silente Ministro del Mite Cingolani che non proferisce parola in merito forse perché non si tratta di nucleare.”
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I sigilli dei Carabinieri forestali sono arrivati all’Aseco di Ginosa, un impianto di compostaggio del gruppo Aquedotto Pugliese (controllato al 100% da Regione Puglia). Quello che è successo martedì mattina fonda i timori dei cittadini
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