Le audizioni del professor Armaroli, del think tank Ecco e di ENI svolte in Commissione congiunta Attività Produttive ed Esteri sulla possibilità di realizzare il gasdotto Eastmed, hanno sostanzialmente messo in evidenza le numerose criticità che comporterebbe la sua realizzazione. Problemi tecnici dovuti alla lunghezza del gasdotto in mare, alla profondità fino a 3000 metri, alla postura turca che non rende facile aggirare l’ostacolo geopolitico per le acque territoriali dove è previsto il tragitto di EastMed ed infine i costi d’investimento e i tempi di realizzazione ci fanno ben comprendere che questa infrastruttura è superata per transizione ecologica e per gli approvvigionamenti di gas per il fabbisogno italiano.
Noi di Alternativa aggiungiamo che non ha poi senso affrancarsi dalla Russia per motivi etici e stringere accordi con l’Egitto, Paese dove i diritti umani e civili non sono garantiti e che non ha voluto collaborare sul caso Regeni, una macchia indelebile.
In generale per l’Italia non ha senso né l’embargo al gas Russo né le sanzioni alla Russia che stanno provocando un’impennata mai vista dei costi del gas al TTF, facendo pagare a caro prezzo agli europei e agli italiani questa guerra e ritardando la transizione ecologica.
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