Ieri il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha firmato il decreto ministeriale sulla trasparenza all’interno del Ministero. Tutti quelli che vorranno interloquire con i vari funzionari del Ministero, che siano portatori di interessi pubblici o privati, verranno registrati in modo tale da dare attuazione all’idea già annunciata da Costa sulla trasformazione del Ministero in una casa di vetro, in cui sia possibile per qualsiasi cittadino conoscere gli interessi che entrano in contatto con il dicastero e capire, di conseguenza, come si forma la decisione pubblica.
Uno strumento molto efficace per evitare che le lobby e i vari portatori di interesse possano influire sul processo decisionale soprattutto nel settore ambientale, altamente permeabile agli interessi di settore delle imprese e delle relative organizzazioni di rappresentanza. Il Ministro Costa ha annunciato quest’ultimo provvedimento nel corso del question time di oggi, rispondendo a una interrogazione del gruppo ambiente della Camera dei Deputati.
Come è noto ad oggi il nostro Paese non si è ancora dotato di una specifica legislazione a livello nazionale per prevenire efficacemente i fenomeni di corruzione e conflitto di interessi, rendendo trasparente l'attività dei gruppi di interesse e delle lobby sul processo decisionale. Ogni giorno sono oggetto di fatti di cronaca fenomeni degenerativi che insistono sui processi decisionali pubblici, sia a livello nazionale sia a livello locale, legati proprio alla mancanza di qualsiasi regolamentazione che renda conoscibile l'attività di influenza, soprattutto delle grandi lobby industriali, sul decisore pubblico, in particolare nel settore ambientale, come dimostrano, ad esempio, i casi Ilva e Tap! È fondamentale porre un freno a tutto questo in quanto l’attività di tali gruppi di pressione è spesso preponderante rispetto alle azioni di sensibilizzazione messe in campo nell'interesse generale dalla società civile, dai movimenti, dalle associazioni, dalle imprese non profit e dal volontariato, per garantire la salvaguardia del patrimonio naturalistico e la salubrità dell’ambiente.
Il Ministro Costa, nel corso della sua risposta, ha poi fatto riferimento all’esperienza europea, citando l’esistenza in Ue di un registro sulla trasparenza che appunto registra tutti coloro che intervengono presso le strutture europee. Tra tutti il 52% è rappresentato da portatori di interesse su tematiche ambientali, anche per questo il Ministro ha deciso di portare l’esempio europeo anche all’interno del dicastero dell’Ambiente italiano.
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