Deposito nucleare, tolto il segreto. Ora avanti con le osservazioni

Buongiono!

Questa mattina, in edicola su «Il Corriere del Mezzogiorno» Puglia, potrete leggere in prima pagina il mio pezzo dal titolo "Scorie nucleari in un deposito di partecipazione".

Lascio di seguito il testo a vostra disposizione per la lettura. 

"È proprio il caso di dirlo: finalmente c’è trasparenza. 

Grazie al Movimento 5 Stelle, dopo sei anni di segreti del duo Renzi-Calenda, è stata resa pubblica la CNAPI, la mappa dove vengono indicate le 67 zone idonee a ospitare l’unico deposito nucleare italiano. Solo dopo un percorso di partecipazione pubblica si procederà alla scelta del luogo deputato a ospitare il Deposito nazionale e il Parco tecnologico. I 67 siti che attualmente sono sulla CNAPI non sono il frutto di scelte politiche, come qualcuno ha erroneamente fatto intendere, ma del lavoro di analisi dei tecnici della Sogin, i quali hanno indicato i 67 potenziali siti solo dopo aver analizzato tutto il territorio italiano in base alle guide tecniche dell’Ispra, attraverso criteri specifici riconosciuti a livello internazionale, nonché valutati da parte delle più importanti agenzie e istituti di ricerca italiani quali ENEA, IGM, ISS, INGV e CNR. 

La costruzione dell’unico Deposito nazionale è stabilita da una norma che risale al 2010, quando al governo del Paese c’era il centrodestra, per ospitare in maniera definitiva i rifiuti radioattivi italiani a bassa attività che attualmente sono stoccati in depositi temporanei, e quindi non idonei a uno stoccaggio definitivo, ma anche quelli che provengono dalla ricerca, dal settore militare, dell’industria e della medicina nucleare. Nella struttura verranno stoccati, ma solo temporaneamente, anche i rifiuti radioattivi a media e alta attività, una eredità delle centrali nucleari tanto amate dal centrodestra che dovranno essere successivamente trasferiti in un deposito geologico idoneo alla loro sistemazione definitiva. 

Per la Basilicata e per la vicina provincia di Taranto si tratta di una buona notizia, perché la costruzione del Deposito nazionale nucleare in un’altra zona d’Italia, maggiormente idonea, permetterà di togliere definitivamente dall’Itrec di Rotondella (in provincia di Matera e confinante con Ginosa), i 64 elementi di combustibile radioattivo lì attualmente stoccati. La costruzione del Deposito nazionale permetterà anche di completare il cosiddetto decommissioning degli impianti nucleari, così da poter restituire i siti che prima li ospitano privi di vincoli radiologici. 

Per la prima volta in Italia, la localizzazione di una grande opera avverrà mediante una procedura partecipata, con il solo fine di arrivare a una soluzione concordata con le comunità locali. Va inoltre ricordato che i 67 siti individuati in Italia non partono tutti dallo stesso livello di idoneità ma sono suddivisi in quattro fasce: molto buone, buone, aree insulari e aree in zona sismica 2. Nessuna zona “molto buona” è presente in Puglia e Basilicata, in cui sono state individuate 6 zone “buone” e 11 “zone sismiche 2”.

Per questioni precauzionali, ben prima della stesura dell’attuale CNAPI, il Movimento 5 Stelle ha chiesto alla Sogin di tener conto dei criteri legati a opportunità socio-ambientali e della classificazione sismica definita direttamente dalle Regioni. Questa richiesta, a posteriori, ha permesso alla regione Basilicata di avere, rispetto ad altri siti in Italia, una minore idoneità per ben 11 zone che risultano in zona sismica 2. Invito le comunità locali dei territori che già pagano molto in termini ambientali a presentare osservazioni al processo partecipato. Un percorso molto differente rispetto a quello propinato nel 2003 dal governo di centrodestra che voleva imporre, senza alcuna consultazione pubblica, senza la pubblicazione dei criteri scelti e per giunta con l’utilizzo dei militari a Scanzano Jonico, un deposito nucleare. Per fortuna però il sito non venne realizzato soprattutto grazie alla determinazione dei cittadini". 

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Tempo di lettura: 5'

Pubblicato il: 15/01/2021 - 10:03:3


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