30 anni fa la strage di Capaci per mano della Mafia portò via il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo anche lei magistrato, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Questa strage che, come quella di Via D’Amelio, ha segnato profondamente l’Italia, eppure ancora oggi si continua (grazie alla determinazione dei familiari e della società civile) ad indagare su queste stragi perché al di là degli esecutori materiali, rimangono fortissimi e validi dubbi che una parte deviata dello Stato sia corresponsabile di queste stragi.
Ricordo anche che all’inizio degli anni ‘90 Falcone fu osteggiato sia fuori ma anche dentro le istituzioni, da parte della politica, parte della magistratura e parte della Stampa dell’epoca.
Oggi tutti celebrano Falcone e Borsellino come eroi, ma ancora oggi i magistrati antimafia vengono troppo spesso lasciati soli a combattere contro la criminalità organizzata e a volte, ancora oggi, ricevono attacchi da parte di politicanti e scribacchini.
Ricordare, manifestare non serve a nulla se non siamo riusciti ad accogliere dentro noi stessi gli insegnamenti e le idee di questi magistrati che hanno dato la propria vita per difendere il Paese.
Rifiuta il compromesso morale.
Rifiuta il silenzio.
Falcone è vivo e lotta insieme a noi, le sue idee non moriranno mai!
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