Apprendiamo dagli organi di stampa che il Governo Draghi, attraverso la bozza del decreto “aiuti” vorrebbe realizzare i nuovi rigassificatori galleggianti senza le procedure di Valutazione d’impatto Ambientale, una follia tra l’altro in contrasto con la recente riforma Costituzionale. Inoltre sarà derogato anche il codice degli appalti il che favorirà gli imprenditori furbetti e le infiltrazioni della criminalità organizzata sempre più interessata alle procedure in deroga. Infine i costi in eccesso dovuti all’attività di rigassificazione verranno scaricati interamente sulle casse Statali. In sintesi la bozza di decreto rivela la vera politica di Draghi contro la tutela ambientale, sottovalutando la criminalità organizzata e spendendo soldi pubblici per garantire i profitti delle multinazionali del fossile. Il silenzio delle forze di maggioranza rivela la perfetta sintonia con l’Esecutivo. L’azione di Draghi e Cingolani ci legherà per altri 20 anni alle fonti fossili, il tutto giustificato dal suicidio economico per l’Italia di sanzionare la Russia.
Ora è auspicabile il rispetto delle date di consegna indicate
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Più di 2000 chilometri quadrati di aree in concessione ai petrolieri sono sono state restituite allo Stato!
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Ieri il ministro del Mise e del Lavoro Di Maio ha accolto al Ministero numerose associazioni cittadine in un incontro che aveva l'obiettivo di fare un quadro sulla situazione di Taranto legata al grande siderurgico
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Ora tutto il territorio si schieri sulla chiusura dell'area a caldo e sulla VIS
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Ho presentato al MiT una interrogazione per chiedere lo stato di avanzamento dei lavori, facendo anche riferimento alla posizione economica della ditta Astaldi
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Martedì 21 giugno il Ministero dell’Economia e Finanze ha risposto ad una mia interrogazione durante il question time in commissione affermando che non potrà adottare un fondo per salvaguardare i piccoli azionisti.
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Il Ministro Cingolani ha deciso di non avallare la richiesta di proroga
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Dopo un anno di sostanziale blocco delle bonifiche a Taranto, dovuto alla scelta infelice del cambio di commissario da parte di Conte e Turco, il Governo Draghi ritorna sull’argomento
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