Una delle diverse criticità del PiTESAI di Cingolani e Draghi, che tra le altre, lo rendono quasi inutile è l’individuazione delle “aree potenzialmente idonee” che NON sono previste nella legge istitutiva ma una invenzione del MITE del Draghistan.
In poche parole, i procedimenti relativi ad istanze di concessioni (TRIV) proseguono in “aree potenzialmente idonee”, o anche in “aree potenzialmente non idonee” purché in questo caso sia stato accertato un potenziale minerario esclusivamente di gas per un quantitativo di riserva certa superiore a 150 MSmc.
Questo significa che a parte un 5% della superficie totale del mare, tutto il resto è “idoneo” (quindi TRIV e air gun a go go) oppure “potenzialmente è idoneo” e quindi si faranno gli air gun, si farà almeno una trivella per accertarsi che ci sia realmente gas o petrolio (pozzo esplorativo) e se viene confermata la presenza di un giacimento di gas da almeno 150 MSmc, allora si procede anche con le Trivelle per l’estrazione e la commercializzazione del gas.
Ora, prima che qualche poco informato o intellettualmente disonesto dica che l’aumento dell’estrazione di gas in Italia di 3 o 4 Miliardi di mc ci serva per abbassare il costo delle bollette (UNA MENZOGNA) ricordiamo che il prezzo del gas va considerato non sul solo ambito italiano ma anzi sull’ambito molto più esteso del mercato europeo dove, lo riscrivo per l’ennesima volta, il fabbisogno di gas annuale è di circa 400 miliardi di mc, per cui quei 3 o 4 miliardi di mc in più che Cingolani e Draghi stanno spacciando come come necessari per abbassare le bollette, in realtà costituiscono 1% (o anche meno) del fabbisogno europeo per cui saranno quasi del tutto ininfluenti sul costo della bolletta del gas.
Con l’aumento delle estrazioni di gas in Italia, oltre all’iniziale proliferazione degli air gun (che portano alla morte cetacei delfini e diminuiscono il pescato) quello che aumenterà sono le emissioni di gas clima-alteranti e i profitti delle multinazionali delle fossili.
Sui profitti delle multinazionali delle fossili occorre fare una ulteriore riflessione: il decreto sostegni ter (ora al senato in corso di conversione) prevede tassazioni sugli extra profitti delle fonti di energia rinnovabili per cercare di abbassare il costo delle bollette ma Draghi e Cingolani non toccano in nessun modo gli extra profitti delle multinazionali delle fonti fossili, che poi sono le reali colpevoli dell’aumento del costo del gas e quindi delle bollette. Draghi e CingolENI (ops…) continuano con la FINZIONE ECOLOGICA a spese degli italiani e dell’ambiente.
Come avete visto, con l’invenzione delle aree “potenzialmente idonee” (non previste dalla normativa) si apprestano a favorire ulteriormente le multinazionali delle fonti fossili, tanto a pagare saranno sempre gli italiani con buona pace della transizione ecologica.
Nelle due foto vedete la cartina delle aree minerarie italiane e la cartina delle aree idonee (verdi) o non idonee (grigie). Tutto il resto è, al netto dei vincoli, potenzialmente idoneo.
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