Proprio ieri il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha presentato l’atteso “Patto per l’Export”: una vera e propria strategia innovativa per il rilancio dell’export del “Made in Italy”, importantissima soprattutto nella fase post-emergenza sanitaria, anche grazie al rafforzamento degli strumenti di sostegno all’internazionalizzazione e a un’azione promozionale di ampio respiro.
Nell’ambito del Piano Export c’è una bella notizia anche per noi pugliesi, perchè…
AD ANTONELLA LARICCHIA È STATA DATA LA DELEGA PER LA PUGLIA!
Complimenti alla nostra candidata presidente del MoVimento 5 Stelle Puglia, Antonella Laricchia, che si occuperà per conto della Farnesina della diffusione delle opportunità che il Patto per l’Export rappresenta per le imprese pugliesi.
IL PATTO PER L’EXPORT È UN PERCORSO CONDIVISO…
…Perché recepisce sinteticamente le istanze delle associazioni di categoria rappresentative di tutti i settori produttivi: dal settore agroalimentare alla meccanica, dal sistema fieristico a quello infrastrutturale, passando per il comparto dell’innovazione, della salute e dei servizi all’export.
Da chi verrà realizzato il Patto?
Principalmente dalla Farnesina, grazie anche alla rete diplomatico consolare – composta da oltre 300 Sedi all’estero, tra Ambasciate, Rappresentanze Permanenti, Uffici Consolari e Istituti Italiani di Cultura – da ICE Agenzia (con i suoi 78 Uffici/Punti di corrispondenza all’estero) e dal Gruppo CDP-SACE-SIMEST (con i suoi 12 Uffici nel mondo).
IL PATTO È COMPOSTO DA SEI LINEE PRIORITARIE D’INTERVENTO
1. Comunicazione: campagna di “nation branding”, che sarà realizzata da ICE-Agenzia, con l’obiettivo di rilanciare l’immagine dell’Italia e sostenere i settori economici più penalizzati dalla crisi covid-19, con particolare attenzione al turismo.
2. Promozione Integrata: iniziative di promozione su arte contemporanea, cinema e audiovisivo, spettacoli dal vivo, editoria, cucina, design, scienza ed innovazione, con iniziative che possano essere un’occasione di visibilità per imprenditori, professionisti e creativi italiani e di conoscenza del Made in Italy per il pubblico internazionale.
3. Formazione/informazione: strumenti formativi e informativi per le imprese, tra cui un e-book: una vera e propria guida di accompagnamento all’export, che verrà distribuita tra le PMI pronte ad affacciarsi sul mercato internazionale, ma non ancora stabilmente esportatrici; l’e-desk – partendo da un progetto in corso ICE-SACE-MAECI - consentirà l’accesso digitalizzato ai servizi di sostegno all’export, attraverso il portale unico, con una profilazione di aziende, settori e mercati; TEM (Temporary Export Manager) e DEM (Digital Export Manager), che assisteranno l’azienda nei processi di innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione.
4. Sistema fieristico: ammodernamento del sistema fieristico, attraverso una parziale digitalizzazione delle fiere e la creazione di piattaforme per incontri B2B virtuali.
5. Commercio digitale: ampliamento degli accordi con le principali piattaforme di e-commerce internazionali e anche con piattaforme “minori” di e-commerce, ma molto popolari in mercati prioritari.
6. Finanza agevolata: Centralità degli strumenti finanza agevolata per le strategie di crescita e internazionalizzazione delle PMI e delle imprese start-up. Al fine di aumentare il numero delle imprese che beneficiano degli interventi agevolativi finanziati a valere sul Fondo 394, su richiesta del MAECI, SIMEST realizzerà con sistematicità campagne di comunicazione mirate per le PMI e le start- up. Particolare attenzione verrà data alla promozione della disponibilità di risorse a valere sul fondo perduto dei finanziamenti agevolati per le misure su E-commerce e TEM.
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