Oggi il commissario per le bonifiche Vera Corbelli e il sindaco di Taranto Melucci in commissioni congiunte Ambiente e Attività produttive della Camera per continuare a discutere nell’ambito delle risoluzioni volte al recupero ambientale e allo sviluppo produttivo dell’area di Taranto.
La risoluzione a mia prima firma che, tra i vari impegni, prevede l’istituzione di un’area marina protetta del Mar Piccolo e delle Isole Cheradi ha ricevuto consenso da più parti, in primis registro l’affinità con il commissario Corbelli che anche in sede di audizione, proprio in queste ultime ore, ha confermato che l’area protetta rientrerebbe all’interno di un piano di misure che prevedono sia le bonifiche sia un utile strumento di gestione delle acque.
L’obiettivo principale dell’atto presentato è la promozione di una visione economica sostenibile che parte dal turismo green, grazie al volano rappresentato dall’istituzione stessa dell’area protetta. Parere positivo da parte del commissario Corbelli, anche sull’impegno proposto nella risoluzione sulla tutela della mitilicoltura tarantina, che in questi ultimi anni ha subito una grave riduzione della produttività, causata sia dalle criticità ambientali sia dall’abusivismo.
In tal senso, l’istituzione dell’area marina protetta delle Isole Cheradi e del Mar Piccolo rispetterebbe nella mia visione tutte le attività legate alla mitilicoltura e agli interventi di bonifica già in corso, visto inoltre, un altro punto della mia risoluzione che riguarda l'Osservatorio sulla sostenibilità del Mar Piccolo, denominato Galene.
Il comune di Taranto, pur condividendo l’intento della risoluzione sulla istituzione di aree marine protette, purtroppo è in forte ritardo sul Piano delle coste - necessario per la pianificazione territoriale ai fini turistici e produttivi - e sulla realizzazione del ‘punto di sbarco’ per la mitilicoltura, richiesto da tempo da parte dei mitilicoltori in regola. Per Melucci servono almeno due anni per la realizzazione di entrambi ma non possiamo aspettare così tanto: la realizzazione del punto di sbarco è fondamentale per contrastare l’illegalità e per fornire gli strumenti utili ai mitilicoltori per il rilancio della cozza tarantina.
Occorre legalità e occorre mettere i mitilicoltori nelle condizioni di lavorare serenamente senza il problema degli abusivi che sono una vera piaga, non solo perché occupano illegalmente parte del mercato dei mitili ma soprattutto perché commercializzano prodotti che non hanno le idonee certificazioni necessarie a garantire un prodotto di qualità e sicuro per la salute. Lo squallore del mercato galleggiante affondato deve sparire una volta per tutte e il punto di sbarco realizzato al più presto.
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