Al lavoro su modifiche al dl Semplificazioni

Oggi il Ministro Cingolani è stato audito dalle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera per continuare ad approfondire gli aspetti di nostra competenza contenuti nel PNRR.

Come di sicuro avrete letto sui miei canali in questi giorni, non ho esitato a commentare criticamente alcune disposizioni sul dl Semplificazioni che è funzionale al PNRR.

Parto col dire che nel Piano non possono avere un ruolo centrale le fonti fossili e in particolare il gas, ma se si vuole dare avvio a una reale transizione ecologica bisogna concentrare tutti gli sforzi sulle fonti energetiche rinnovabili e sulla riqualificazione energetica.

L’aumento dei limiti delle 'contaminazioni soglia' ai fini della bonifica sui suoli agricoli contaminati, rendendoli analoghi ai limiti dei suoli industriali, non può essere considerata una misura che guarda alla transizione ecologica, così come la totale mancanza di finanziamenti per le bonifiche dei SIN sono rilevanti criticità che devono essere superate.

AL LAVORO PER MODIFICHE AL DL SEMPLIFICAZIONI

Anche il potenziamento del silenzio assenso nei procedimenti di VIA, che da istituto di carattere eccezionale diventa un rimedio ordinario, è una criticità su cui certamente interverremo per via emendativa, anche perché per come è congegnato rischia di estendersi ben oltre l’ambito delle opere del Pnrr.

...INFATTI...

NELL’ALLEGATO 1-BIS DEL DL SEMPLIFICAZIONI 

vengono elencati diversi impianti che assumono carattere di opere indifferibili, urgenti e di pubblica utilità, senza che nulla abbiano a che fare con la transizione ecologica ed energetica. Parliamo di inceneritori, rigassificatori, lo stoccaggio della CO2 (CCS) solo per citarne alcuni: questi impianti hanno una via preferenziale e derogatoria rispetto all’ordinamento attuale che non possiamo accettare.

La visione che noi non condividiamo e che è intrinseca nel decreto Semplificazioni è quella di considerare le VIA e le Sovrintendenze come degli ostacoli e non come strumenti importantissimi per la tutela ambientale e del paesaggio.

E SU ILVA...

L’Ilva beneficerà di 1 miliardo dal PNRR fondi pubblici per far continuare la produzione a caldo, una posizione ideologica che nulla ha a che vedere con la salute e la salvaguardia di Taranto.

ANCORA QUALCOSA SUI PROCEDIMENTI VIA

È previsto che in caso di mancata conclusione del procedimento nei termini sempre più stringenti previsti, è il privato stesso che chiude il procedimento attestando con propria dichiarazione il decorso dei termini e dunque l'intervenuto accoglimento della domanda. È facile immaginare gli effetti che avrà tale rimedio sulle domande di condono edilizio ancora pendenti.

SUGLI INCENERITORI NON SERVONO POSIZIONI IDEOLOGICHE, IL PROBLEMA VA RISOLTO A MONTE!

L’impostazione ideologica sugli inceneritori a cui mi riferisco è quella che sentiamo quando ancora qualcuno afferma: “meglio un inceneritore vicino che portare il rifiuto a mille chilometri di distanza”.

Una frase che non ha alcun riscontro con la realtà!

Ancora una volta si affronta il problema dei rifiuti pensando agli effetti e non alle cause.

Infatti di norma agli inceneritori dovrebbero essere conferiti (dopo TMB) solo rifiuti non riciclabili, riutilizzabili o recuperabili che non sono stati differenziati a monte. Per cui la soluzione è da trovare a monte senza arrivare allo smaltimento, aumentando le percentuali di raccolta differenziata e sostituendo sul mercato materiali non riciclabili, riutilizzabili recuperabili con materiali che possono diventare materie prime/seconde e alimentare l’economia circolare.

LO CHIEDE ANCHE L’EUROPA

Non è solo una proposta di buon senso ma ci è anche imposto dalle direttive europee già recepite dall’ordinamento italiano ma alle quali non viene dato seguito nei fatti.

Gli Stati membri devono provvedere prima di tutto a diminuire la produzione dei rifiuti!

MA DIVIENE TUTTO PIÙ DIFFICILE SE SI OSTACOLANO LE DIRETTIVE EUROPEE, AD ESEMPIO QUELLA SULLA PLASTICA MONOUSO 

Certo, diventa difficile ridurre la produzione dei rifiuti se si contestano le direttive che mettono al bando gli oggetti di plastica monouso.

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Pubblicato il: 08/06/2021 - 18:08:2


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