Algoritmi, etica e diritto [intervento]

Ringrazio la professoressa Maggino per l’invito all’incontro #aieticadiritto che mi auguro possa essere il primo di un percorso su temi così centrali per i cittadini, la società e anche per la politica. 

Mi permetto di richiamare le sue belle parole, tratte dall’introduzione di questa mattina quando ha fatto riferimento a tre preziosi concetti che qui rilevano la complessità dei processi, la flessibilità e l’imprevedibilità della realtà e dei fenomeni. 

Ebbene l'AI consente di governare questi elementi, perché i processi intellettuali sono solo una parte del contesto. E anzi può farsi riferimento all’AI per aumentare il livello di benessere equo e sostenibile.

La quarta rivoluzione industriale propone con forza un tema ricorrente in ogni ciclo storico, che vede un passaggio tecnologico significativo: il rapporto uomo macchina.  Si tratta di un rapporto mediato dagli algoritmi creati dall’uomo, almeno fino all’avvento dell’intelligenza artificiale, e idonei a incidere su diritti fondamentali dei cittadini.  

Pensiamo alla richiesta di un mutuo. Da tempo e in questi anni sempre di più la valutazione del merito creditizio viene svolta da performanti software che interrogando più banche dati, e quindi una mole imponente di dati personali e non, determinano l’affidabilità o meno di un richiedente un prestito o un mutuo.  

È evidente che una tale decisione, se accettare o meno una richiesta di mutuo, è idonea a incidere in profondità su diritti fondamentali del cittadino coinvolto.  Emerge, pertanto, anzitutto un’esigenza di trasparenza e di informazione del cittadino sui meccanismi di funzionamento dei software le cui determinazioni sono idonee a incidere sull’esercizio dei diritti fondamentali.  

Sotto questo profilo il regolamento generale sulla protezione dei dati personali (GDPR) offre una prima risposta ma penso si possa e si debba fare molto di più con una serie di azioni coordinate.

Anzitutto in termini più generali penso sia opportuno promuovere con maggiore convinzione l’alfabetizzazione digitale dei cittadini. L’atteggiamento mentale di ciascuno di noi in relazione a qualcosa di poco o non conosciuto è la diffidenza.  È normale che sia così.  

Dobbiamo pertanto promuovere, e su questo fronte il #MiSE guidato da Luigi Di Maio si sta muovendo molto bene, una conoscenza diffusa delle nuove tecnologie in modo da poterne sfruttare a pieno le opportunità, conoscendone e informando i cittadini anche in relazione ai potenziali rischi.

Dobbiamo poi promuovere l’utilizzo delle tecnologie e farne comprendere i potenziali benefici nel miglioramento della vita quotidiana di ciascuno di noi.

Penso al tema della tutela ambientale che è a me particolarmente caro. Su questo fronte l’adozione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale può essere davvero decisiva.

In tutto il mondo si stanno avviando sperimentazioni per l’uso dell’intelligenza artificiale per la predizione dell’impatto ad esempio dei cambiamenti climatici su determinati ecosistemi e, per la ricerca di soluzioni volte a minimizzare i rischi derivanti da questo cambiamento. Ma le possibilità sono davvero infinite.

Su questo fronte come ricordato di recente dal World Economic Forum i governi e l’industria hanno una grande responsabilità.
Occorre assicurare soluzioni sicure, comprensibili e trasparenti.  È necessaria un’interazione più stretta tra soggetti publici e privati e sono necessari maggiori investimenti nel settore della ricerca per valutare i potenziali rischi di queste soluzioni e realizzare i benefici sociali derivanti dall’utilizzo delle tecnologie emergenti.

Occasioni come l’incontro di oggi rispondono a questa esigenza avvertita a livello globale e per questo sono particolarmente grato per lo spazio che mi è stato riservato perché questa modernità contribuisca a evitare che un diritto diventi tiranno, come ricorda la Corte Costituzionale, ma contribuisca a garantire quel benessere equo e sostenibile al quale esortava la professoressa Maggino.

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Pubblicato il: 12/03/2019 - 17:02:3


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